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Oggi — 19 Giugno 2019RSS feeds

Sea Watch 3, il fiume di milioni di euro che spende la Ong: da dove arrivano quei soldi

Flotta dalle uova d'oro, quella delle Ong nel Mediterraneo. Dopo che su Libero abbiamo passato in rassegna i finanziatori del volontari che navigano nel Mediterraneo, ecco che Il Giornale snocciola altre cifre. Si parla di quei soldi che non mancano mai. Per esempio a Sea Watch. Tutto legale, sia ch

Ieri — 18 Giugno 2019RSS feeds

Stati Uniti invieranno altri 1.000 militari in Medio Oriente: “Scopi difensivi”. Ma il timore è per le tensioni con l’Iran

di F. Q.

Altri mille soldati in Medio Oriente. Inizia il nuovo rafforzamento della presenza americana nella regione, come annunciato da membri dell’amministrazione Trump dopo i due attacchi alle petroliere saudite e a quelle nel Golfo dell’Oman che Stati Uniti e alleati regionali ritengono essere responsabilità dell’Iran. Ad annunciarlo è stato il segretario della Difesa di Washington, Patrick Shanahan, spiegando che il contingente sarà inviato a “scopi difensivi per fare fronte alle minacce aeree, navali e di terra in Medio Oriente”. Inoltre, il contingente contribuirà a garantire la sicurezza del personale militare che opera nella regione e a proteggere gli interessi nazionali degli Stati Uniti. 

La decisione, ha poi continuato il segretario della Difesa, è stata presa dopo una richiesta del Comando centrale Usa (Centcom) e in seguito a “consultazioni con la Casa Bianca“. Nonostante Washington ribadisca di voler evitare un conflitto con la Repubblica Islamicacontinuando “a monitorare la situazione e a modificare i livelli delle forze in funzione delle informazioni di intelligence riguardanti minacce credibili”, quello pensato dall’amministrazione Trump sembra l’ultimo capitolo di un pericoloso gioco al rialzo tra i due grandi avversari in Medio Oriente, la cosiddetta Mezzaluna sciita con a capo l’Iran e sostenuta dalla Russia e il blocco sunnita legato all’Arabia Saudita, con il supporto di Stati Uniti e Israele, che ha riportato d’attualità il rischio della proliferazione nucleare di Teheran

Solo lunedì, il portavoce della Agenzia iraniana per l’energia atomica, Behrouz Kamalvandi, ha lanciato un altro ultimatum, dopo quello dell’8 maggio, in cui ha dato dieci giorni di tempo all’Europa per “rispettare i propri impegni” nell’ambito dell’accordo tra Iran e 5+1 (Jcpoa), dopo il ritiro degli Stati Uniti, altrimenti il Paese supererà il limite delle riserve di uranio a basso arricchimento consentiti dall’accordo sul nucleare entro il 27 giugno. “L’Ue ha un tempo limitato per adempiere ai suoi obblighi nel quadro dell’accordo sul nucleare ed è meglio che si assuma le sue responsabilità nel poco tempo rimanente, altrimenti l’intesa crollerà”, ha detto il presidente iraniano, Hassan Rohani, incontrando a Teheran il nuovo ambasciatore francese Philippe Thiébaud. “La situazione attuale è molto critica – ha poi aggiunto -e la Francia e gli altri firmatari dell’accordo hanno possibilità molto limitate di svolgere un ruolo storico nel salvare l’accordo. Imporre sanzioni su beni come le medicine e il cibo è disumano e mostra che la guerra economica degli Usa è contro ogni singolo iraniano”.

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Un miqweh scoperto sotto la chiesa di S. Filippo a Siracusa

SIRACUSA - «L'iscrizione ritrovata e il tipo di struttura ci portano alla conclusione che il luogo che si trova sotto la chiesa di San Filippo apostolo è un miqweh». Sono le parole del prof. Yonatan Adler, docente di archeologia della Ariel University di Gerusalemme che insieme alla dottoressa Nadia

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Attacco a petroliere nel Golfo di Oman. L'Iran respinge le accuse degli UsaL'Iran "respinge categoricamente" le affermazioni degli Usa della responsabilità di Teheran per gli ultimi attacchi alle petroliere. Lo ha comunicato la missione iraniana all'Onu sottolineando che "condanna...
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