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Oggi — 25 Marzo 2019RSS feeds

Basilicata, Feltri: “Ma chi se ne frega, mica è la Cina. Calo del M5s? Non ne sono addolorato. Anzi, sono euforico”

di F. Q.

Elezioni Basilicata? Sulla prima pagina odierna di Libero ne abbiamo scritto poco perché la domenica chiudiamo alle 8 di sera. Ma poi chi se ne frega, è la Basilicata. Non è la Cina“. Così a L’Aria che Tira (La7) il direttore editoriale di Libero, Vittorio Feltri, risponde alla conduttrice Myrta Merlino, che gli chiede la ragione dello scarso approfondimento del suo giornale sulle regionali lucane.

Feltri aggiunge: “Sì, questo risultato elettorale è importante ed è coerente con quello che è successo nelle altre regioni, ma era comunque un esito atteso. Che il M5s si stia sgretolando non è una novità della Basilicata, basta dare un’occhiata a tutti i sondaggi. E si capisce che quel movimento, non avendo agito in modo brillantissimo, è in calo, in perdita. E speriamo…“.
Il giornalista quindi si interrompe per un attimo e continua: “Di questo calo del M5s non sono particolarmente addolorato. Anzi, quasi quasi sono euforico. Quindi, va benissimo così“.

Feltri poi spiega: “Penso che Salvini stia ancora col M5s, perché non ha alternative al momento. E’ chiaro che, se dopo le Europee si confermerà questa tendenza della Lega, se il M5s calerà e se il centrodestra complessivamente otterrà un risultato decente, allora si potranno cambiare le alleanze e il governo. Oggi questo non si può fare. Quindi, fa benissimo Salvini a rimanere dov’è, visto che sta guadagnando voti a badilate. Tutti lo avevano criticato, io compreso, perché era sceso al Sud nella speranza di convincere i meridionali a votarlo – continua – Questa mi sembrava una impresa velleitaria e invece ce l’ha fatta, perché le conseguenze più negative dell’immigrazione le ha patite il Sud. Ed è normale che il Sud reagisca dando un appoggio a Salvini. Se invece il M5s dappertutto coerentemente sta perdendo voti, ci sarà pure un motivo”.

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Truffati banche, Salvini in pressing sul Tesoro: “Tria firmi i decreti attuativi entro questa settimana oppure lo facciamo noi”

di F. Q.

Dice che i rapporti tra di loro sono “eccezionali“. Ma poi lo attacca, ironico fino a un certo punto: “Se poi mi firma i decreti attuativi per i rimborsi ai risparmiatori truffati lo porto via per il week end”. Parola di Matteo Salvini, che arrivando al Policlinico di Milano ha parlato così del ministro dell’Economia Giovanni Tria. Il vicepremier, come ripetuto spesso negli ultimi giorni, vuole un’accelerazione sul provvedimento e non lo manda a dire: “O li firma entro questa settimana (i decreti, ndr), e lo dico nel modo più costruttivo possibile, oppure li andiamo a scrivere noi. Non credo si possa aspettare mezz’ora in più”. “Ieri ero a Treviso e c’è tanta gente che si arrabbia e che ha fame e che ha fretta – ha sottolineato il ministro dell’Interno per spiegare la sua richiesta – quindi non credo si possa aspettare mezz’ora di più. Se mi dice aspettiamo una risposta dall’Europa dico che facciano a meno di queste risposte. Quindi con tutto il garbo e l’educazione possibile – ha concluso il leader della Lega – mi aspetto entro questa settimana i decreti del Mef o altrimenti li andiamo a scrivere noi. Tria è parte di una squadra fortissima”. Un concetto poi ribadito anche al termine della visita all’Ospedale Maggiore di Milano: “Non prendo neanche in considerazione il fatto che il titolare del Tesoro non firmi i decreti” ha ripetuto Salvini, secondo cui “non possiamo sempre aspettare le letterine dall’Europa. Sono certo che entro questa settimana Tria firmerà i decreti e saremo tutti felici e contenti“.

Presa di posizione, quella del titolare del Viminale, che anticipa di poco le indiscrezioni diffuse dalle agenzia di stampa, secondo cui sono ormai prossimi ad una soluzione i nodi sugli indennizzi ai risparmiatori colpiti dai crack bancari, tanto che il decreto attuativo del Ministero dell’Economia, reclamato da Matteo Salvini, è in dirittura d’arrivo. A quanto apprende l’Ansa, dopo il dialogo intavolato con la Commissione europea sul tema, i segnali in arrivo da Bruxelles sono ora di disponibilità con un’evoluzione della vicenda positiva per l’Italia. La legge di bilancio 2019 ha istituito un Fondo di indennizzo da 1,5 miliardi in tre anni, delegando ad un decreto del Mef, da emanare teoricamente entro gennaio, la definizione dei dettagli. Il ritardo è stato finora dovuto proprio all’interlocuzione con la Commissione Ue, necessaria per rispettare nelle norme attuative le regole europee in materia.

Sulla questione della firma sotto i decreti attuativi è intervenuto anche l’altro vicepremier Luigi Di Maio: “Qui non basta che il Mef firmi subito il decreto per rimborsare i risparmiatori truffati dalle banche – ha scritto sulla sua pagina Facebook – Qui bisogna anche fare chiarezza su come quelle povere famiglie sono state truffate. Il rimborso deve arrivare subito, questo non va messo nemmeno in discussione, ma bisogna lavorare anche ad altro”. Il riferimento è al via libera alla Commissione di inchiesta sui truffati dalle banche e pene “severe per chi manipola i mercati, per chi compie truffe bancarie”. “Nemmeno qualche giorno fa i giudici europei – ha aggiunto Di Maio – hanno detto che sul caso Tercas si sarebbe potuto utilizzare il Fondo interbancario, il che significa che anche Banca Etruria e gli altri 3 istituti commissariati avrebbero potuto essere ricapitalizzati dallo stesso Fondo, proprio come aveva proposto allora il MoVimento 5 Stelle. C’era una strada che avevamo tracciato – ha detto ancora – che avrebbe evitato di colpire i risparmiatori e distruggere migliaia di persone, ma nessuno la seguì. Ora io voglio che la Commissione di inchiesta sui truffati dalle banche parta. Non possiamo aspettare altri 2, 3, 4 mesi – ha concluso – Dobbiamo portare in audizione gli attori coinvolti in quel disastro. Dobbiamo capire cosa accadde. E dobbiamo parallelamente e velocemente riformare le norme a tutela di risparmiatori e investitori“.

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Banche, Salvini: “Mef firmi questi benedetti decreti. Non possiamo sempre aspettare l’Europa”

di F. Q.

“A Tria mando un messaggio di apertura, di disponibilità al confronto, al sostegno, alla fiducia, ma non possiamo sempre aspettare la letterina dell’Europa. Ci sono dei risparmiatori che vanno risarciti. Se non entrano nelle tasche della gente, questi soldi non esistono. Sono certo che entro questa settimana, Europa sì, Europa no, il Ministero dell’Economia partorirà questi benedetti decreti”. Così il ministro Matteo Salvini a margine della conferenza stampa di inaugurazione de ‘I Tesori della Ca’ Granda’

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Matteo Salvini, la minaccia a Giovanni Tria sui truffati delle banche: "Fallo, o ci penso io"

Mancano ancora i decreti attuativi perché i risparmiatori truffati dalle banche ricevano i risarcimenti di cui hanno diritti. L'attesa è legata alla firma del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, che da settimane avrebbe i provvedimenti pronti sulla scrivania. È un tema cruciale per il governo, in

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