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Ieri — 24 Maggio 2019RSS feeds

Scuola, via libera ai concorsi per l'assunzione di quasi 17mila maestre

Scuola, via libera ai concorsi per l'assunzione di quasi 17mila maestreC'è l'ok del ministro della P.a, Giulia Bongiorno, alle procedure per il reclutamento di quasi 17 mila nuove maestre . "Via libera a concorsi per 16.959 posti di personale docente della scuola dell'infanzia...
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Giulia Grillo a "La Sicilia": «Così "blinderò" la sanità dai politici. In Sicilia servono scelte chiare»

Ministro Giulia Grillo, il suo capo politico Di Maio, per la prima volta dal palco elettorale di Caltanissetta, ha preso un impegno ambizioso: togliere la sanità dalle grinfie della politica. Come si può riuscire in questa mission impossible? «Questa è una missione che comincia a diventare possibile

Pensioni, la previsione apocalittica di Giuliano Cazzola sugli assegni: arriva la tripla stangata fiscale

La tagliola che sta per scattare sulle pensioni, oltre al mancato adeguamento all'inflazione, è solo l'antipasto di un pranzo ben più duro da digerire per gli italiani. Il prof. Giuliano Cazzola, esperto di previdenza, non si aspetta nulla di buono già dalla prossima legge di Bilancio. Intervistato

De Luca: “Di Maio è uno squadrista e un truffatore politico. Voglio un confronto pubblico per spiegargli la vita”

di Gisella Ruccia

Durissimo attacco del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, all’indirizzo del vicepresidente del Consiglio M5s, Luigi Di Maio.
Nel corso del suo appuntamento settimanale su Lira Tv, il politico dem sfida il ministro dello Sviluppo Economico proponendogli un faccia a faccia pubblico: “Quello che ha detto sulle nomine dei direttori generali è un’altra prova di cialtroneria del Di Maio. Siamo veramente ai dilettanti allo sbaraglio e ai propagandisti nati. Il Di Maio sta continuando a perseguire la linea della truffa politica. E’ un truffatore politico. Voglio rinnovare la mia sfida al cittadino Di Maio. Da anni gli chiedo un confronto pubblico dove, come vuole lui e su temi che vuole lui. Potremo cominciare dalla sanità campana”.

E spiega: “Siamo felici perché Noemi, la bambina colpita dal proiettile, si sta riprendendo. E’ una notizia che ci riempie di gioia. Noemi si è salvata perché al Santobono ha trovato un ospedale di eccellenza mondiale: ci sono stati medici che hanno avuto la capacità e il coraggio di operarla alle 3 di notte in una condizione disperata. In questi giorni c’è stato un pellegrinaggio politico al Santobono da parte di gente che ha calpestato la dignità della sanità campana, raccontando stupidaggini. Ha scoperto improvvisamente che la sanità campana è un’eccellenza. Meglio tardi che mai. In questi anni abbiamo fatto miracoli, abbiamo fatto per la sanità campana più di quanto non si sia fatto nei precedenti 40 anni”.

De Luca menziona nuovamente Di Maio: “Il suo comportamento è da squadrista. Quando si approva una legge dicendo che ‘è contro De Luca’, questo si chiama squadrismo, cioè l’uso delle istituzioni per colpire gli avversari politici. Siccome il Di Maio è anche un noto truffatore politico, dice una stupidaggine quando per propaganda sostiene che deve sottrarre alle Regioni le nomine dei direttori generali. Lui non può decidere proprio niente, perché sulla sanità, che è una materia di competenza regionale, si decide insieme alla Conferenza delle Regioni. Quindi, Di Maio ha detto una palla sapendo che è una palla“.

E puntualizza: “Rilevo che in questo momento gli unici che portano i partiti negli ospedali e che vi fanno campagna elettorale sono i 5 Stelle. Sono andati ad Avellino già due volte. E si annuncia un altro passaggio della famosa ministra della Salute Grillo ad Avellino e ad Ariano Irpino, due Comuni dove si vota a giorni. Quindi,il M5s dice che vuole togliere i partiti alla sanità e gli unici che vanno a fare i politicanti negli ospedali sono proprio loro. Ho dato disposizione ai direttori generali di non fare entrare persone estranee nei reparti, perché non devono distogliere dal lavoro di cura i nostri dipendenti. Se vuole andarci il ministro Grillo, la si riceva nella stanza del direttore generale. Ma nei reparti pellegrinaggi di politicanti sono proibiti, altrimenti prendiamo misure disciplinari contro i dirigenti. Neanche in Africa succede questo“.

De Luca torna su Di Maio: “L’albo dei direttori generali non lo fa la Regione, ma a Roma, a livello nazionale. Chi prepara l’albo? Una commissione di cui fa parte un responsabile Agenas, agenzia nazionale, uno delle Regioni, uno del ministero. Poi, per scegliere un dg nell’ambito dell’albo nazionale, si nomina un’altra commissione. Questa offre una rosa di candidati di cui fa parte un rappresentante dei primari, che viene sorteggiato, uno delle università, uno delle Regioni. Cioè, questo meccanismo è un manicomio. Il Di Maio dice che dobbiamo far fare questa nomina a livello nazionale. Già adesso si fa così. E’ una palude burocratica che paralizza tutta la sanità italiana – prosegue – E questo che va a proporre? Un peggioramento della situazione. Ma, insomma, questo giovanotto fa il vicepresidente del Consiglio. Mi darete la soddisfazione di fare un dibattito pubblico con Di Maio? Anche un quarto d’ora, dove vuole lui. Voglio spiegare com’è la vita a questo giovanotto”.

Poi rincara: “Come mai Di Maio non propone una commissione esterna indipendente e internazionale per nominare i dirigenti delle aziende pubbliche, della Rai, dell’Inps, delle Ferrovie? Come mai non vale questa esigenza di trasparenza? Quando hanno nominato il presidente dell’Inps, Tridico… come si chiama? Io lo sentivo parlare e mi venivano i brividi“.
E conclude: “E’ tutta una truffa. E’ tutta malvivenza politica. Siamo messi male. E’ tutto un circo equestre”.

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Udine, rinviata a giudizio l’infermiera sospettata di avere somministrato finti vaccini ai bambini

di F. Q.

Il Tribunale di Udine ha rinviato a giudizio Emanuela Petrillo, l’infermiera trevigiana accusata di aver finto di vaccinare diversi bambini mentre era impiegata prima nel distretto sanitario del Medio Friuli (Udine) e poi nell’Usl 2 di Treviso. La richiesta di rinvio a giudizio è stata fatto dal pubblico ministero Claudia Danelon, a cui si sono associate come parti civili sia le due aziende sanitarie sia le famiglie di alcuni dei bambini. Il processo inizierà il 24 settembre.

Petrillo, 32 anni, era già stata licenziata dall’Usl 2 di Treviso due anni fa per non aver rispettato, secondo l’azienda, gli obblighi contrattuali legati allo svolgimento della propria attività. Per dare attuazione al principio di massima precauzione, le autorità sanitarie friulane erano state costrette nel 2017 a ripetere le vaccinazioni a circa 7000 bambini, somministrando di nuovo circa 20mila dosi, per una spesa di diverse centinaia di migliaia di euro. Il rinvio a giudizio è stato stabilito dal giudice dell’udienza preliminare Daniele Faleschini Barnaba. L’assistente sanitaria, che ha sempre negato le accuse, non era presente in aula.

Il processo era stato sospeso  il 21 dicembre scorso in attesa della decisione della Corte di Cassazione sulla richiesta della difesa di far svolgere il processo in un tribunale diverso da quello di Udine. Secondo gli avvocati, infatti, nei confronti dell’infermiera sussistevano infatti “motivi di legittimo sospetto” che avrebbero compromesso l’imparzialità del giudice. Un timore giustificato, a parere dei difensori, sia dal “clamore mediatico senza precedenti” nato intorno alla vicenda sia dal “malcontento dei genitori”, che avrebbero contribuito a creare un clima tale da “condizionare pesantemente le sorti del processo”. Ma ad aprile la Cassazione aveva respinto il ricorso, dando il via libera al processo.

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Pa, previsti assunzioni e corsi di laurea appositi. O sono i soliti annunci pre-elettorali?

di Francesco Pastore

di Linda Maisto e Francesco Pastore

Qualche mese fa, da queste colonne, abbiamo chiesto al ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, di rispettare la parola data all’inizio del suo mandato di voler assumere 500mila dipendenti pubblici, tanti quanti sarebbero in uscita dalla pubblica amministrazione (Pa) per pensionamento. In questi giorni, la ministra è intervenuta per riparlare del tema, guarda caso all’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale europeo. Ha confermato l’impegno, aggiungendo che sono pronti anche i contratti con gli adeguamenti stipendiali attesi da tempo, ma concretamente non ci sono interventi in questa direzione. Si tratta della ripetizione dell’annuncio di settembre scorso, aggiornato in funzione elettorale.

Così, però, rischia di assomigliare all’annuncio della ex ministra Marianna Madia prima delle elezioni del marzo 2018. Già all’epoca, l’annuncio pre-elettorale ebbe l’effetto di irritare gli elettori contro il governo. Molti si chiedevano: perché non avete ancora fatto niente e annunciate nuovi aumenti stipendiali e nuove assunzioni dopo le elezioni?

Se vogliamo, la notizia vera è che la ministra in carica ha precisato che il numero corretto del personale da assumere nei prossimi anni sarebbe la metà di quello annunciato a settembre da lei, e anche dai governi precedenti, e cioè 250mila unità. Una strana sforbiciata, considerando che nel frattempo una serie di provvedimenti, fra cui quota 100, hanno determinato e determineranno a breve un ulteriore dimagrimento della Pa.

Inoltre, la ministra ha dichiarato di voler recepire alcune delle novità introdotte dal Piano Lavoro della Campania del governatore Vincenzo De Luca, che abbiamo segnalato ai nostri lettori in più occasioni. Avere tanti concorsi locali è un costo non solo per l’amministrazione, ma anche per le famiglie e i giovani che devono passare anni a muoversi avanti e indietro lungo lo Stivale per partecipare ai concorsi. Per non parlare del costo della preparazione ai concorsi, sempre diversi l’uno dall’altro, in termini di libri di testo da acquistare, di corsi privati da seguire, di modalità di espletamento delle prove, che pure influenzano molto la performance, di materie da studiare e di test da conoscere. Meglio centralizzare i concorsi e poi spendere i soldi pubblici per fare formazione post-concorso per i vincitori, a svolgere le attività per cui sono stati assunti. Le selezioni poi saranno fatte tenendo conto del titolo di studio acquisito e delle competenze, piuttosto che delle nozioni, tutte uguali per ogni concorso. Le competenze digitali saranno richieste a tutti i futuri dipendenti pubblici.

Sì, poiché – come si sa bene – le nostre università puntano tutto sull’istruzione di carattere generale e teorico e poco sulle competenze legate al lavoro. Queste ultime allora devono essere fornite ai vincitori di concorso. Altrimenti, non ci lamentiamo se i dipendenti pubblici non hanno le competenze loro richieste, se nessuno le ha insegnate loro. Siamo il paese che fa meno formazione sul posto di lavoro, e meno formazione professionale per i disoccupati.

L’alternativa, di cui si discute da tempo e che la ministra Bongiorno ha rilanciato anche in questi giorni, è che si sviluppino corsi di laurea finalizzati all’accesso nella Pa e quindi in grado di formare il giovane con le competenze specifiche dei lavoratori di questo settore, come accade nei paesi più avanzati, con effetti molto positivi sull’efficienza della Pa. Però la ministra ha dimenticato di dire come intende procedere e con quali soldi.

La centralizzazione delle procedure concorsuali a livello regionale è stata l’intuizione principale alla base del Piano Lavoro della Campania, al quale la Bongiorno ha fatto esplicitamente riferimento. Secondo lo schema della Bongiorno, ogni Regione dovrà fare come propone la Campania, cioè un concorso regionale. Ciò dovrebbe anche evitare un’eccessiva mobilità per trovare lavoro in altre regioni, soprattutto da parte dei meridionali. Il lato negativo è che chi fa un concorso in una regione diversa dalla propria regione di residenza, poi difficilmente potrà tornare. Ma la mobilità dovrebbe restare un diritto, anche se molte amministrazioni del Nord lamentano che viene personale dal Mezzogiorno che poi lascia vacante il proprio posto di lavoro dopo qualche tempo, chiedendo il trasferimento nella propria regione di origine. Inoltre, il personale della Pa nelle regioni meridionali tende ad aumentare sempre di più.

Un altro dato importante è il costo. Queste assunzioni non vanno viste come un caso di assistenzialismo, di imbottitura della Pa per assorbire la disoccupazione, di vetero-keynesismo d’assalto. Le assunzioni servono per pareggiare i conti. Negli ultimi dieci anni e anche più, come abbiamo già notato nei nostri editoriali precedenti, i dipendenti della Pa in Italia si sono drammaticamente ridotti di numero di circa 500mila unità. Attualmente, ci sono circa 3 milioni di dipendenti pubblici che, rapportati alla popolazione, sono una delle quote più basse in Europa.
La Pa rappresenta un importante stabilizzatore macroeconomico e fornisce uno sbocco importante ai laureati, che, non a caso, stanno affollando le professioni libere con una drammatica riduzione degli onorari dei professionisti e loro proletarizzazione.

La legge Madia e gli altri interventi precedenti, in atto già a partire dal 2010 con il governo di Silvio Berlusconi, hanno bloccato le assunzioni nel settore pubblico in modo davvero imbarazzante, impedendo il ricambio necessario del personale. Il meccanismo era quello tipico dei tagli lineari. Anziché fare politiche di riduzione del personale dove ce n’era meno bisogno, lo si tagliava dappertutto in modo uguale, nella stessa proporzione, arrecando, peraltro, grave danno agli uffici che non avevano bisogno di tagli, ma di nuove assunzioni. E considerati anche gli scarsi incentivi alla mobilità nella Pa, molti rami della Pa si sono trovati drammaticamente sprovvisti di personale di cui avevano bisogno per il loro normale funzionamento. Un vero disastro, realizzato attraverso il meccanismo del blocco del turnover e del blocco degli aumenti stipendiali previsti dai contratti di lavoro vigenti, al quale occorre porre rimedio al più presto.

Non è distruggendo la Pa che si favorisce la crescita economica, ma al contrario, rendendola moderna ed efficiente. La crescita di un paese deriva da una gestione attenta ed efficiente del personale della Pa.

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