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Ieri — 26 Maggio 2019il Giornale

Elezioni europee, Lega primo partito. Il M5s crolla e il Pd lo supera

di Andrea Indini
Al termine di una campagna elettorale infuocata, che ha messo a durissima prova la tenuta del governo gialloverde, Matteo Salvini porta la Lega in testa alle elezioni europee incassando un risultato storico. A farne le spese è Luigi Di Maio che vede il Movimento 5 Stelle sbriciolarsi e farsi addirittura superare da Nicola Zingaretti e dai democrat. L'esecutivo non solo perde peso ma si ribaltano anche i rapporti di forza tra i due alleati che ormai sono divisi su qualsiasi misura da approvare. "Questo risultato - fanno subito notare i big del Carroccio - ci dà più forza per mettere al centro dell'agenda politica le nostre proposte"."Una sola parola - scrive Salvini su Facebook mentre lo spoglio è ancora i corso - grazie Italia". Con una fortissima crescita rispetto alle politiche dell'anno scorso, secondo gli exit poll realizzati da Tecnè per la trasmissione Matrix, la Lega è tra il 26 e il 30%. Un vero e proprio balzo in avanti rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo del 2018 quando alla Camera aveva incassato il 17,4%. In poco più di un anno a perdere il maggior numero di voti è stato Di Maio che, dopo aver portato a casa il 32,7% dei consensi, è sprofondato in una "forchetta" tra il 18,5 e il 22,5%. Una vera e propria emorragia di voti che ha portato i dem guidati da Zingaretti a superare i grillini incassando il 20,5-24,6% delle preferenze. Fonti accreditate del Nazareno sottolineano che, dopo cinque anni, "si è invertita la tendenza" e il Pd "è tornato a crescere". Forza Italia è, invece, data tra l'8 e il 12%. Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, che alle politiche aveva il 4,3%, è cresciuta tra il 4 e il 7%.

Regionali in Piemonte, exit poll: il centrodestra è primo al 45%

di Franco Grilli
Il centrodestra si sarebbe aggiudicato il Piemonte. Secondo gli exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, il candidato di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia alla presidenza della Regione, Alberto Cirio, è dato primo con una forchetta che oscilla tra il 45 e il 49%.Segue, staccato, Sergio Chiamparino, candidato del centrosinistra nonché governatore uscente, con un risultato tra il 36 e il 40,5%.Male il Movimento 5 Stelle, che ha presentato Giorgio Bertola: il candidato grillino fermerebbe tra il 12 e il 16% dei voti. A chiudere, Valter Boero per il Popolo per la Famiglia, tra lo zero e l'uno per cento dei consensi."Per me non sono una sorpresa gli exit poll del Piemonte. Sul territorio si percepiva la forza di Cirio. Questa presunta remuntada di Chiamparino non la capisco proprio", così il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, nel corso della trasmissione Porta a Porta. A Molinari ha fatto eco Osvaldo Napoli, del direttivo di Forza Italia alla Camera dei deputati: "Gli exit poll sul voto regionale in Piemonte sono netti a tal punto da indurre ad abbandonare ogni prudenza sull'esito del voto. Invece restiamo prudenti in attesa dei conteggi finali. Rilevo però che la vittoria di Alberto Cirio è la vittoria dei piemontesi che vogliono la Tav, chiedono sviluppo e crescita, infrastrutture più moderne e meno burocrazia".Secondo i dati del Viminale, l'affluenza definitiva alle elezioni regionali del Piemonte alle ore 23:00 è del 64,30. Nella scorsa tornata elettorale era arrivata al 67,14%.

Proiezioni Parlamento Europeo: Ppe primo, poi S&D e Liberali

di Francesco Curridori
I gruppi europeisti, Ppe in testa, sarebbero in netto vantaggio. È quanto emerge dalle prime proiezioni del Parlamento europeo, realizzata dall'istituto Kantar come aggregazione dei risultati delle elezioni nei singoli Stati membri dell'Unione.Secondo questi dati statistiti il Partito popolare europeo otterrebbe 177 seggi (scendendo per la prima volta sotto soglia 200), seguito dai socialisti e democratici S&D (147) e dai liberali dell'Alde (101). Quarti i Verdi che eleggerebbero 70 membri. I tre gruppi storici (Popolari, Socialisti e Liberali) avrebbero la maggioranza all'interno dell'Europarlamento con 425 seggi (per avere la maggioranza servono 367 deputati). Considerando anche i Verdi, che hanno ottenuto un notevole successo in vari Paesi, la maggioranza arriverebbe a 495. I gruppi eueroscettici e "sovranisti" si fermerebbero a 171 seggi così ripartiti: 60 ai conservatori dell'Ecr (gruppo a cui ha aderito Fratelli d'Italia), 57 all'Europa delle libertà e delle nazioni (Enl) di Matteo Salvini e di Marine Le Pen e 56 al gruppo Efdd (Europa della libertà e della democrazia diretta cui aderisce il M5S). Ultimo il gruppo della sinistra estrema del Gue/Ngl con 42 seggi.Nei singoli Paesi, in Germania la Cdu si conferma il primo partito col 28% (-7% rispetto a cinque anni fa), mentre i Verdi superano il 20% e i socialdemocratici si fermano al 15,6%. In Francia il Rassemblement National, la formazione guidata da Marine Le Pen, avrebbe ottenuto il 24% dei voti, davanti alla lista Renaissance, legata al partito La Republique en Marche del presidente francese, Emmanuel Macron, che prenderebbe il 23%. Terzi gli ecologisti di Eelv col 13,2%. In Austria il partito popolare ÖVP del cancelliere austriaco Sebastian Kurz, ottiene il 34,5% e 7 seggi, seguito dal Partito Socialdemocratico SPÖ con il 23.5% e 5 seggi. Il Partito delle Libertà FPÖ , alleato di Matteo Salvini nel gruppo Europa delle Nazioni, ha 3 seggi, uno in meno rispetto al 2014. In Spagna i socialisti del premier Pedro Sanchez, che hanno vinto le elezioni Politiche un mese fa, si confermano primi col 28,4%, seguiti dal Partido Popular che subisce un crollo (17,3%) dovuto al buon risultato dei centristi di Ciudadanos (16%). Podemos ottiene il 12,4% mentre l"estrema destra di Vox si ferma al 6,5% contro il 13% degli ultimi risultati nazionali.n Ungheria Fidesz, il partito del premier Viktor Orban, ottiene il 56%, mentre il partito di estrema destra Jobbik scende dal 14,6% al 9%, preceduto dai socialisti del Mszp-P che arrivano al 10%, un risultato stabile rispetto a cinque anni fa. In Polonia gli euroscettici di Diritto e Giustizia che guida il Paese è primo col 42,4%, seguito dalla Coalizione per l'Europa del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, con il 39, 10 %.In Grecia il primo ministro Alexis Tsipras, ha chiesto le elezioni anticipate dopo che il suo partito Syriza si è fermato al 25%, superato dai conservatori di Nea Demokratia, al 33,5%.

Serie A, Atalanta e Inter a braccetto in Champions. Milan, vittoria amara

di Marco Gentile
Trentottesima ed ultima giornata scoppiettante in Serie A con l'Inter di Luciano Spalletti che si dimostra veramente "Pazza" come il suo inno. I nerazzurri dovevano vincere contro l'Empoli per andare in Champions League e senza stare a vedere il risultato del Milan a Ferrara e l'hanno fatto ma al termine di un match per cuori forti. I gol della vittoria portano la firma di Keita e Nainggolan, di Traoré la rete del provvisorio 1-1. Annullato un gol a Brozovic al '95 con il Var ed espulso Keita per doppia ammonizione. Con questi tre punti l'Inter si porta a quota 69 punti, a pari merito con l'Atalanta ma chiude al quarto posto per via degli scontri diretti sfavorevoli ai meneghini.Nel primo tempo l'Inter sbatte addosso ad uno strepitoso Dragowski che compie tre miracoli ma nella ripresa nulla può sul diagonale di Keita che porta in vantaggio i ragazzi di Spalletti che bivaccano e subiscono il gol del pareggio al 76' da Traoré che gela il Meazza. L'Inter non ci sta e si ributta in avanti con Vecino che coglie il palo e sulla ribattuta Nainggolan segna il 2-1. Da questo momento in poi succede di tutto con l'Empoli che si presenta per altre tre-quattro volte dalle parti di Handanovic che compie un paio di miracoli, con D'Ambrosio che in una circostanza salva tutto sulla linea. Al 95' Brozovic segna il 3-1 a porta vuota ma Banti annulla per un fallo di Keita su Dragowski. Dopo otto minuti di recupero l'arbitro fischia la fine che certifica la Champions League per l'Inter.L'Atalanta di Gian Piero Gasperini vede le streghe contro il Sassuolo di De Zerbi sul neutro di Reggio Emilia, ma pareggia e poi vince per 3-1 frutto dei gol di Zapata, Gomez e Pasalic che ribaltano del tutto la rete iniziale siglata da Berardi. In virtù di questo successo prezioso e meritato i nerazzurri di Bergamo chiudono al terzo posto in classifica, davanti a Inter e Milan, staccano il pass per la Champions League raggiunta per la prima volta nella storia della Dea che giocherà la competizione Regina per club ma non si sa ancora se con Gasperini in panchina.Il Milan di Gennaro Gattuso doveva vincere e sperare in un passo falso di una tra Inter e Atalanta per sperare di entrare in Champions League. I gol di Calhanoglu e Kessié portano in vantaggio i rossoneri che si fanno però riprendere da Vicari e Fares. Nella ripresa ancora Kessié su calcio di rigore regala un successo ai rossoneri che chiudono così a quota 68 punti e vanno in Europa League con la Lazio, preliminare per la Roma a cui non basta la vittoria per 2-1 contro il Parma nella gara d'addio di Daniele De Rossi.

La Merkel cala ma è prima. Boom dei Verdi, bloccata l'Afd

di Sergio Rame
Le elezioni europee rischiano di essere un vero e proprio terremoto per i fragili equilibri di Berlino. Il partito della cancelliera Angela Merkel, pur essendo sempre la prima forza politica, mentre la Spd incassa un tonfo storico. E, nonostante l'arrembaggio dei populisti di Alternative für Deutschland (AfD) si sia infranto contro l'onda verde degli ambientalisti, che per la prima volta nella storia diventano seconda forza politica a livello nazionale, nella Cdu prevalgono sentimenti contrapposti e di certo nessuno se la sente di esultare.Con una affluenza che supera il 60% - il livello più alto dal 1989 - l'unione tra la Cdu e il suo partito gemello bavarese Csu rimane la prima forza del Paese con il 27,9% delle preferenze, ma lascia sul terreno quasi sette punti rispetto alle europee del 2014. "La democrazia europea è viva", ha commentato il candidato dei Popolari alla presidenza della Commissione europea, Manfred Weber, secondo cui, malgrado il calo, "i conservatori hanno una chiara leadership in Germania" e sono "chiaramente il partito europeo". Meno ottimista il commissario europeo al Bilancio, Guenther Oettinger, secondo cui "l'unico risultato positivo" è la mancata affermazione della destra tedesca. Alternative für Deutschland è sì cresciuta rispetto alle elezioni europee del 2014, ma ha perso quasi due punti in confronto alle politiche di due anni fa, quando entrò per la prima volta nel Bundestag. Una delusione aggravata dal fatto che soltanto qualche mese fa l'AfD era data con percentuali di gran lunga maggiori dai sondaggisti tedeschi.Dopo la batosta di oggi è stato convocato per domani pomeriggio un vertice "d'emergenza" dei leader dei partiti della Große Koalition. La Merkel vedrà i capi di Cdu/Csu e dell'Spd per discutere delle conseguenze delle elezioni europee e dell'impatto che il voto potrebbe avere sul futuro dell'alleanza di governo in Germania. Sul tavolo le prossime trattative a Bruxelles per la presidenza della Commissione Ue: la Cdu ha confermato il pieno appoggio al proprio "Spitzenkandidat" Manfred Weber. Per quello che riguarda il futuro del governo in Germania, gli occhi ora sono puntati sulla Spd, che ha dovuto incassare il peggior risultato della sua storia. Il voto di oggi ha, infatti, segnato un risultato "catastrofico" per i socialdemocratici che si sono fermati al 15,6%. Una débâcle doppiamente amara se si considera il flop al parlamento del Land di Brema, il più piccolo della Germania, storica roccaforte dell'Spd. Qui hanno dovuto lasciare il posto di prima forza politica a favore della Cdu. Non succedeva da oltre settant'anni. Il partito che fu di Willy Brandt e Helmut Schmidt non va oltre il 24,5%, ben otto punti sotto rispetto al 2015. Il partito della Merkel è, invece, cresciuto di quattro punti attestandosi al 26,5%. Anche a Brema i Verdi hanno ottenuto un ottimo risultato incassando il 18,5%. E adesso hanno il cerino in mano: senza di loro nessuna coalizione è possibile.Al di là del risultato finale, i Verdi sono i veri vincitori delle europee in Germania. Con un exploit inaspettato, il partito ambientalista si è, infatti, posizionato tra il 20,8% e il 21,8%. "È un risultato sorprendente, che supera tutte le aspettative", ha dichiarato Robert Habeck, che condivide la presidenza dei Verdi con Annalena Baerbock. "Per la prima volta - ha continuato - la protezione del clima è stata decisiva per il voto di un gran numero di elettori".

Ciliegie care come l'oro (per colpa del maltempo): vendute a 20 euro al kg

di Pina Francone
È partita male, in ritardo, la stagione delle ciliegie. Il frutto è arrivato sul mercato in scarse quantità, perché vittima del maltempo. Insomma, bassa quantità, alto (altissimo) prezzo, fino a venti euro al chilo.Tutta colpa delle pessime condizioni atmosferiche di questa pazza e fredda primavera. E così le ciliegie vengono vendute a peso d'oro, con un costo di cartellino fino al 50% in più rispetto al 2018.Coltivate in Italia su circa 30 mila ettari, le ciliegie vantano una produzione annua media di 120-130 mila tonnellate, concentrata per l'85% in Puglia, Campania, Emilia Romagna e Veneto. Molte le varietà, ognuna con sapori, colori e tempi di maturazione diversi, come fa sapere l'Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) presentando una sorta di borsino, così come riportato dal Corriere della Sera. E se la varietà "Ferrovia", tipica della metà di giugno e considerata la regina, al momento non presenta danni, è andata male per la "Bigarreau", la ciliegia di maggio, con raccolti compromessi con punte del 90%.Comunque, non tutto è perduto: a essere danneggiate sono state le varietà precoci che si raccolgono a maggio che corrispondono a circa il 30% del totale.Ciò detto, si va dai 20 euro di Milano, ai 14 della provincia di Vicenza, passando per i 5 euro di Brindisi e i 4 di Bari: nel Sud, insomma, ce la si cava con meno. Sono soprattutto i consumatori settentrionali a dover sborsare delle belle cifre per portarsi a casa, e mettersi in tavola, un cesto di ciliegie.
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