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Ieri — 26 Maggio 2019Il Fatto Quotidiano

Elezioni amministrative 2019, gli exit poll e i risultati: in Piemonte Cirio al 45-49%, Chiamparino 36,5-40,5%, M5s 12-16%

di F. Q.

Il centrodestra si avvia a conquistare anche il Piemonte e assumere il controllo di tutte le Regioni del Nord. I risultati veri, quelli dello spoglio, saranno noti soltanto domani pomeriggio, alle 14, quando verranno aperte le urne, ma in base al primo exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, il candidato a governatore Alberto Cirio è in testa con una forchetta del 45-49%. Il centrosinistra ha affidato la resistenza al presidente della Regione uscente Sergio Chiamparino che è stimato tra 36,5 e 40,5%. Più staccato Giorgio Bertola, candidato M5s, con 12-16%: i Cinquestelle cinque anni fa aveva sfiorato il 21,5%. Confinato all’irrilevanza Il Popolo della Famiglia, con Walter Boero che nelle migliori previsioni non supererebbe l’1%. Alle 23 il dato dell’affluenza parziale, relativo a 778 su 1181 comuni, è del 64,63% contro il 67,82 della precedente tornata elettorale.

Se la tendenza dovesse essere confermata, il Piemonte cambierebbe colore, dando una nuova spinta alla Lega anche a livello nazionale se unito all’esito delle Europee. Matteo Salvini e il centrodestra – dopo Sardegna, Molise, Friuli e Basilicata – possono ora sperare di governare anche l’ultima Regione del Nord in mano al centrosinistra. Vincere e riconquistare il territorio perso cinque anni fa per la caduta di Roberto Cota, vuol dire per la Lega prendersi tutte le Regioni più produttive del Paese. È una vittoria anche per Forza Italia che alla coalizione ha imposto il suo candidato Cirio. Il Movimento 5 Stelle ne esce ridimensionato, là dove amministra il capoluogo Torino con Chiara Appendino.

Cirio, candidato di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Udc-Ppe, Sì Tav per il Piemonte, era già il grande favorito. È un eurodeputato eletto al Parlamento di Strasburgo nel 2014 ed è stato anche assessore al Turismo, Sport e Istruzione della Regione Piemonte e coordinatore della cabina di regia ‘Piemonte Expo 2015’ sotto il presidente leghista Cota. Chiamparino si appresta invece a lasciare la poltrona di governatore conquistata nel 2014 con oltre il 47% dei voti. Il suo programma ‘Sì al Piemonte del Sì’ e la sua campagna elettorale hanno puntato in particolare sulla realizzazione del Tav Torino-Lione. Risultato ancora più deludente, stando agli exit poll, per Giorgio Bertola, attuale consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.

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Europee 2019, primo multipoll di La7: “Lega primo partito tra 26,5-29,5%. Testa a testa Pd-M5s”

di F. Q.

Secondo il sondaggi di Swg per La7, la Lega è il primo partito in queste elezioni europee con una forchetta tra il 26,5 e il 29,5.% Si tratta di un dato che tiene conto dei sondaggi della vigilia, degli in poll e degli exit poll. Testa a testa invece tra Pd e M5s. I dem sono tra il 21 e il 24%, mentre il M5s tra il 20 e il 23%. Forza Italia sarebbe tra il 9 e 11%, mentre Fratelli d’Italia cresce e si attesta tra il 5 e il 7%

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Europee, Romania al voto anche sul referendum anticorruzione: superato il quorum del 30%

di F. Q.

Fino a giugno detiene la la presidenza semestrale del Consiglio Ue, ma è anche sorvegliata speciale della Commissione europea. La Romania non è chiamata alle urne soltanto per eleggere i suoi europarlamentari, ma anche per votare un referendum consultivo su due quesiti relativi all’amnistia e grazia per reati di corruzione e alle ordinanze di urgenza per reati penali. Un referendum fortemente voluto dal presidente Klaus Iohannis, che è risultato valido, avendo registrato un’affluenza di circa il 40%, molto al di sopra del quorum minimo del 30% previsto dalla legge. Al centro della consultazione temi per i quali Bucarest è nel mirino di Bruxelles che si è già espressa in passato contro la carenza di stato di diritto e lotta alla corruzione nel Paese, anche bocciando l’ultima riforma della Giustizia. Una crisi iniziata già nel 2017 con oceaniche manifestazioni di piazza contro la linea del governo in tema di giustizia.

Due i quesiti sottoposti agli elettori. Il primo riguarda l’amnistia e la grazia per reati legati alla corruzione e il secondo le ordinanze di urgenza relative ai reati penali. Le ordinanze d’urgenza sono state molto usate dal governo socialdemocratico che attraverso questa pratica, permessa dalla costituzione solo per casi particolari, è arrivata a cambiare perfino il codice penale, subendo feroci critiche anche dalle istituzioni Ue. Uno scontro che è stato determinante nel convincere gli elettori a recarsi più numerosi alle urne, rispetto alle ultime parlamentari (solo il 40% si recò al voto) e al referendum sulla famiglia tradizionale che non raggiunse il quorum facendo registrare una partecipazione di circa il 20%.

L’alta affluenza potrebbe dare forma all’ennesima crisi politica degli ultimi anni. La partecipazione al voto, infatti, gioca contro l’alleanza di governo composta dai socialdemocratici del Psd e Alde (liberaldemocratici) sia per quanto riguarda il referendum, sia per le elezioni europarlamentari. I sondaggi infatti danno il Psd in netto calo (21%) e l’Alde intorno al 10%, mentre il principale partito di opposizione, il Partito nazional-liberale, è attestato da solo al 28,5%. Accanto ai liberali, sono salite tra le file dell’opposizione le quotazioni dell’alleanza Usr (Unione salvate la Romania)-Plus (il nuovo partito creato dall’ex premier Ciolos) la cui percentuale di consensi è del 19,6%. D’altra parte, però, anche i dissidenti del Psd confluiti nel partito Pro Romania dell’ex premier socialdemocratico, Victor Ponta, si aggirano attorno al 10%. Dunque, l’equilibrio è ancora forte e le Europee saranno utilissime a misurare il termometro politico di un Paese il cui rapporto con l’Unione Europea, proprio nei mesi della presidenza del Consiglio, è diventato negli ultimi tempi molto teso.

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Elezioni Europee 2019, exit poll, proiezioni e risultati in diretta: “Lega 27,5/30,5%, Pd 21/24%, M5s 19,5/22,5%”

di F. Q.

Non ci sono ancora schede scrutinate ma tutti i principali exit poll confermano i sondaggi degli ultimi mesi: e cioè un’inversione nei rapporti di forza tra i due partiti di governo. La Lega è il primo partito italiano alle Europee, anche se non sembra sforare il tetto del trenta percento. Ma la novità sta nel secondo posto: per quattro rilevazioni il Pd ha superato il Movimento 5 stelle. Di poco, al massimo un paio di punti: ma sarebbe comunque sorpasso. Segue Forza Italia data intorno al 10% (uno/due punti sopra o sotto la soglia) e Fratelli d’Italia che è dato tra il 5 è il 7%. Tutti gli altri non arrivano alla soglia di sbarramento e dunque rimangono fuori dal Parlamento europee. Dal M5s filtra la notizia che “non verranno commentati i sondaggi ma solo i dati veri”. La Lega, invece, canta vittoria: “Importa relativamente se saremo al 30 o 31%: un anno fa eravamo al 17%. “È un risultato storico ed è storico che per la prima volta la Lega diventi primo partito in Italia”, dice il capogruppo della lega alla Camera Riccardo Molinari.

I SECONDI EXIT POLL – Il secondo exit poll del voto italiano per il Parlamento europeo di Swg per La7 vede il Carroccio guadagnare un punto percentuale rispetto ai 5 stelle:  Lega 27,5/30,5%, Pd 21/24%, Movimento 5 stelle 19,5/22,5%, Forza Italia 9/11%, Fratelli d’Italia 5/7%, Più Europa 2,5/3,5%Europa Verde 1,5/2,5, Altri 4/5%. In base al secondo Exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, i dem perdono mezzo punto: la Lega è al 27-31%, il Pd è al 20,5-24,5%, M5s al 18,5-22,5%, Forza Italia all’8-12%, Fratelli d’Italia al 5-7%, Più Europa 2,5-4,5%, Europa Verde 1-3%, Sinistra 1-3%, Partito Comunista 0,1-1,5%.

I PRIMI EXIT POLL – I primi exit poll del voto italiano per il Parlamento europeo di Swg per La7: Lega 26,5/29,5%, Pd 21/24%, Movimento 5 stelle 20/23%, Forza Italia 9/11%, Fratelli d’Italia 5/7%, Più Europa 2,5/3,5%Europa Verde 1,5/2,5, Altri 4/5%.
In base al primo Exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, la Lega è al 27-31%, il Pd è al 21-25%, M5s al 18,5-22,5%, Forza Italia all’8-12%, Fratelli d’Italia al 5-7%, Più Europa 2,5-4,5%, Europa Verde 1-3%, Sinistra 1-3%, Partito Comunista 0,1-1,5%.
Primo instant poll di Quorum/Youtrend per SkyTg24 la Lega è al 27-30%, segue il Pd al 21,5-24,5%, terzo il M5s al 20-23%, Forza Italia è al 9-11%.
Per i primi intention poll di Tecne per Mediaset la Lega è al 26/30%, il Pd è al 20,5/24,5%, M5s 18,5/22,5%, Forza Italia 8/12%, Fdi 4/7%, Più Europa è tra 2,5/4,5%, stesso risultato per La Sinistra.

CRONACA ORA PER ORA 

23.35 – Proiezioni affluenza: “Tra 57 e 61%” 
Secondo Dati Quorum/Youtrend per SkyTg24 la proiezione sull’affluenza definitiva del voto delle Europee in Italia è compresa in una forchettq tra il 57 e il 61%.

23.30 – Affluenza al 53% con 5mila sezioni su 8mila
In base ai dati del Viminale, relativi a 5030 sezioni su 7915, l’affluenza alle 23 alle elezioni europee in Italia è al 53,27%. Alle precedenti elezioni europee si era registrata un’affluenza di 56,34%.

23.28 – Molinari (Lega): “Non utilizziamo voto per mettere in crisi in governo”
on utilizziamo il voto per mettere in crisi il governo, gli elettori hanno ora premiato questa parte del governo, abbiamo più forza per le nostre idee”. Così Riccardo Molinari, a Porta a Porta. “Noi e i 5stelle insieme restiamo sopra il 50%”.

23.27 – Salvini: “Primo partito in Italia. Grazie”
Il leader della Lega ha postato su facebook una foto che lo ritrae mentre stringe un cartello con scritto: “Primo partito in Italia. Grazie”

23. 24 – Molinari (Lega): “Spero che ora finisca balletto Tav”
“Spero che ora il balletto della Tav finisca dopo questo risultato, anche alla luce del voto in Piemonte”. Lo dice Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, a Porta a porta.

23.22 – Affluenza al 53% su 3mila comuni 
Alle elezioni Europee alle ore 23 secondo i primi dati (circa 2699 comuni su 7.915) ha votato il 53,25% degli aventi diritto; erano stati il 55,84% nel 2014. Lo rende noto il sito del ministero dell’Interno. Nel 2014 l’affluenza finale alle ore 23 fu del 58,6%. Alle Politiche del 2018 (Camera) l’affluenza alle ore 19 fu del 58,4%.

23.20 – Orlando (Pd): “Noi siamo alternativa”
“Il Partito democratico c’è, è in campo, è la forza sulla quale costruire l’alternativa”. Lo ha detto il vicesegretario Pd Andrea Orlando al Nazareno commentando gli exit poll che danno i dem al secondo posto dietro la Lega. “Gli elettori non hanno creduto al balletto dello scontro Salvini-Di Maio”, ha aggiunto. Credete che le elezioni siano vicine? “Noi abbiamo chiesto le elezioni prima di questo voto perché siamo di fronte a una totale incapacità del governo, un governo che non c’è già più e il voto di stasera, se saranno confermati gli exit poll, introduce ulteriori riflessioni”.

23.18 – Calderoli (Lega): “Conseguenze sul governo? Pensieri”
“Fermo restando che il voto europeo non è voto di fiducia al governo, Lega e M5S supereranno ampiamente la maggioranza assoluta. Nessuno è mai stato amico o nemico, stiamo lavorando insieme e si potrà lavorare di più. Mi aspetto per la Lega risultati importanti”. Il leghista Roberto Calderoli è tra i pochi esponenti leghista, insieme al sottosegretario Giancarlo Giorgetti, ad essere arrivato in via Bellerio a Milano, quartiere generale del Carroccio. A chi gli chiede quali conseguenze sul governo potrà avere il voto europeo il vicepresidente al Senato replica: “Pensieri”. Da parte del Carroccio o degli alleali? “Pensieri loro, non miei”, replica ai cronisti. Calderoli non si sbilancia sulle attese: “Io non ho aspirazione, aspetto i numeri concreti delle urne. Sono delle elezioni europee avranno un peso a livello europeo e nazionale. Io sono contento della campagna elettorale e di quello che si è visto oggi girando”. Quanto al Pd risponde con una battuta: “Per me sono dei panda, consideriamoli con affetto”.

23.16 – Pd: Zingaretti e Gentiloni ridono davanti i dati
Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni soddisfatti e sorridenti, con il segretario Pd che sembra accennare un applauso. E’ il ritratto che compare nelle foto diffuse dall’ufficio stampa Dem, scattate nella stanza del Nazareno in cui la dirigenza segue i risultati delle Europee.
I primi exit poll, che danno il Pd potenzialmente davanti al M5S e secondo partito dietro la Lega, sono stati accolti con entusiasmo dal leader e dal presidente dem.

23.12 – Fonti M5s: “Commenteremo solo dati reali”
Il Movimento Cinque Stelle commenterà solo quando ci sarà un quadro più chiaro del risultato, almeno di fronte a dati reali. In pratica quando sarà noto almeno il dato della metà del campione delle proiezioni. Lo comunicano fonti del Movimento.

23.07 – Lega: “Risultato storico”
“Importa relativamente se saremo al 30 o 31%: un anno fa eravamo al 17%. E’ un risultato storico ed è storico che per la prima volta la Lega diventi primo partito in Italia”. Lo dichiara, nel corso di una diretta a Porta a porta, il capogruppo della lega alla Camera Riccardo Molinari. (

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Europee – Exit poll: boom dei Verdi in Germania, Le Pen vince e Tsipras chiede voto anticipato. Vittoria a valanga per Orban

di F. Q.

Verdi in Germania al 25%, Marine Le Pen che scavalca Macron in Francia e il premier greco Alexis Tsipras che, sconfitto, chiede elezioni anticipate. Guardando a Est, invece, in Ungheria è plebiscito per Fidesz di Viktor Orban che sfonda il 52%, mentre in Polonia i conservatori al governo di Diritto e Giustizia volano oltre il 40%. Sono questi i primi dati che emergono alla chiusura delle urne nei 28 Paesi andati al voto per eleggere il nuovo Europarlamento (qui i dati che riguardano l’Italia) e secondo le ultime proiezioni il Ppe ha 177 seggi, S&D 147, Alde 101, i Verdi 70, i Conservatori e riformisti europei 60 seggi, Europa delle Nazioni e della Libertà (Enf) – nel quale siedono anche Salvini e Le Pen – 57. Una tornata di  Europee che registra l’affluenza più alta degli ultimi 20 anni e segna la prima inversione di tendenza rispetto a un progressivo, inesorabile incremento dell’astensionismo registrato dal 1979, quando per la prima volta i membri dell’Europarlamento vennero eletti a suffragio universale. Guardando al quadro complessivo, secondo le proiezioni,

Tra i dati principali: boom dei Verdi in Germania Verdi (secondo partito col 25% dei voti), in Francia il sorpasso del Rassemblement di Marine Le Pen sulla lista Renaissance del presidente Macron ma con un’exploit anche in questo caso dei Verdi (terzo partito), in Grecia il sorpasso dei conservatori di Nea Dimokatia su Syriza che spinge il premier greco Alexis Tsipras a chiedere al presidente della Repubblica elezioni anticipate. in Ungheria il plebiscito a favore di Orbàn (al 52,3% dei voti) mentre in Polonia gli ultraconservatori di Diritto e Giustizia sono in testa col 42%. In Spagna, invece, i socialisti di Sanchez, secondo l’ultimo sondaggio di oggi, si apprestano a vincere con un distacco di oltre dieci punti. Bene anche i socialdemocratici in Danimarca, che guadagnano tre punti in più rispetto all’ultima tornata delle Europee del 2014. Per quanto riguarda l’affluenza complessiva, si tratta della più elevata degli ultimi venti anni: secondo le stime diffuse dal portavoce del Parlamento europeo per i 27 Paesi si avvicina al 51%. Dipenderà poi dall’affluenza registrata nel Regno Unito, se sarà al 49% o salirà al 52%. Dati che segnano una sensibile inversione di tendenza. Nel ’79, infatti, l’affluenza alle urne nell’allora Comunità europea formata da otto Paesi membri fu del 61,8% per scendere poi mano a mano fino 42,6% del 2004 nell’Ue a 28. Ecco la situazione nel dettaglio:

Germania 
In Germania dove il primo partito resta quello della Cdu della cancelliera Angela Merkel con il 27.5%, anche se c’è un discreto calo del 7,8%. Il secondo partito sarebbe quello dei Verdi, al 20,5 con un +9,8: secondo altri exit poll potrebbero arrivare al 22. A seguire i socialdemocratici dell’Spd con il 15,6%, frutto di un tracollo dell’11,9%. L’AfD raggiunge il 10.5%, +3,4%: cresce, ma meno di quanto si pensava nei sondaggi, che li davano al 13%. Quanto alle altre liste, la sinistra della Linke sarebbe al 5,5% (-1,9), i liberali della Fdp al 5,5 (-0,6%).

I Verdi tedeschi avranno 22 seggi al Parlamento europeo, secondo un’elaborazione della Welt. A Bruxelles andrebbero ad ora anche eletti del Partito dei Pirati, del partito Volt e del partito animalista. In particolare, la Cdu avrà 28 deputati, 22 i Verdi, 15 la Spd – una debacle -, 10 l’Afd, 6 la Fdp, 5 la Linke, 5 il Partei, 2 il Fw, 2 il Partito animalista, 1 la Oedp, uno il partito della Famiglia, uno Volt e uno il partito dei Pirati. Secondo una prima analisi dei flussi elettorali presentata dalla tv ArdGrünen avrebbero sottratto un milione di voti ciascuno ai democristiani della Cdu ed alla Spd. A pesare di più sul successo dei Verdi, che per la prima volta sono il secondo partito e che hanno registrato il massimo storico, sono stati i giovani elettori, di età compresa tra i 18 ed i 24 anni: il 27% di loro ha votato per gli ambientalisti. Il dato record in Germania è anche quello dell’affluenza: secondo le ultime proiezioni diffuse dalla Zdf è arrivata al 60%, che sarebbe il dato più alto dalla riunificazione del Paese del 1989.

Francia 
In Francia secondo i primi exit poll di Ipsos per France 2 il Rassemblement National di Marine Le Pen primo partito con il 23,2% dei voti. La Republique en Marche di Emmanuel Macron è al 21,9%. Sorpresa della lista Europe-Ecologie le Verts. Secondo le prime stime, i Verdi guidati da Yannick Jadot sono il terzo partito alle Europee, con il 13,1% dei voti, scavalcando la destra dei Republicains dati all’8,3%. Socialisti e France Insoumise di Melenchon a pari merito con il 6,7%, entrambi oltre la soglia di sbarramento del 5%.

Ungheria
Affluenza record (42,3%) e vittoria travolgente di Fidesz, il partito del premier Viktor Orban, alle europee in Ungheria, dopo una campagna tutta giocata in chiave anti-immigrazione.
Secondo i dati quasi definitivi dell’ufficio elettorale nazionale, Fidesz ha ottenuto il 52,3% dei voti. Secondo partito sono i democratici (Dk) con il 16,3%, poi Momentum (liberali) al 9,7%, i socialisti (Mszp) al 6,6% e Jobbik (nazionalisti) al 6,5%. Sotto lo sbarramento di 5% tutti gli altri partiti, prima di tutto i Verdi (Lmp), gli estremisti di destra e le altre formazioni minori.
I 21 eurodeputati che spettano all’Ungheria sarebbero così ripartiti: 13 a Fidesz, democratici 4, Momentum 2, socialisti 1, Jobbik 1. Gli eletti dei democratici e dei socialisti aderiranno certamente al gruppo socialista (S&d) a Strasburgo, quelli del Momentum al gruppo liberale (ALDE), il deputato di Jobbik al gruppo degli indipendenti, mentre è ancora in bilico l’appartenenza futura degli eletti di Fidesz, sospeso dal Ppe. “Sceglieremo il nostro gruppo in funzione della politica futura del Ppe”, ha avvertito Orban, lasciando aperta la questione.

Spagna
In Spagna socialisti del premier Pedro Sanchez si apprestano a vincere con un distacco di oltre dieci punti, secondo l’ultimo sondaggio di oggi. Il Psoe, in attesa dei primi exit poll, è dato al 28,9% e 18 seggi, 11 in più rispetto ai popolari, che crollano, come alle politiche di aprile, ottenendo circa il 17,3% dei voti. L’affluenza è al 48,54% alle 18, 14,5 punti percentuali in più rispetto al voto del 2014, quando la partecipazione era stata del 34,07%. In Spagna si vota anche per il rinnovo di 12 parlamenti regionali e di migliaia di comuni.

Polonia
Il partito ultraconservatore Diritto e Giustizia (PiS/Ecr) di Jaroslaw Kaczynski è in testa nel voto per le Europee in Polonia col 42,40%. Lo segue a stretto giro la Coalizione europea, la lista unica formata dai principali partiti di opposizione, tra cui la Piattaforma civica di Donald Tusk. Emerge dalle stime sulla base degli exit poll, pubblicate dal Parlamento europeo. Kukiz’15, gli alleati del M5S, col 4,10% non riescono invece a superare la soglia di sbarramento, fissata al 5% in Polonia.

Austria
In Austria invece secondo i primi exit poll, il Partito popolare del cancelliere Sebastian Kurz è in testa con il 34,5% dei voti, con circa sette punti in più rispetto al 2014. Segue il Partito socialdemocratico con il 23,5%, stabile rispetto alle elezioni europee precedenti. Nonostante lo scandalo del cosiddetto Ibiza-gate, l’estrema destra del Partito delle libertà (Fpoe) ottiene il 17,5%: un risultato simile, se confermato dai dati ufficiali, a quello ottenuto nel 2014 quando registrò il 19,7%. L’affluenza è in forte crescita: al 55% secondo i dati diffusi dal Parlamento europeo. Nel 2014 aveva votato il 45% degli elettori.

Grecia
In Grecia il principale partito di opposizione Nea Dimokatia di Kyriakos Mitsotakis (centrodestra) che fa capo alla famiglia del Partito popolare europeo, è in testa con il 36%, secondo i primi exit poll diffusi da Europe Elects. Il partito di sinistra Syriza, del premier Alexis Tsipras, tiene con il 27%, ma scivola al secondo posto. Arretra la formazione di estrema destra Alba Dorata, che si attesta al 6%. Nel 2014 Syriza aveva ottenuto 6 seggi (26,57%), Nuova Democrazia 5 (22,72%), Alba Dorata 3 (9,39%).

Danimarca
Secondo gli exit poll in Danimarca i socialdemocratici, guidati dalla leader Mette Frederiksen, sono in testa con il 22,9%, un risultato migliore di oltre 3 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2014 (19,1%). Al secondo posto, i liberali di Venstre, con il 20,5%, in aumento dal 16,7 di cinque anni fa. Crollano invece gli euroscettici del Partito del popolo danese, dato al 13,2% rispetto al 26,6% del 2014. Il Partito socialista danese, di stampo ambientalista, otterrebbe invece il 12,3% dei consensi (+1,3%). L’ala più di sinistra del Paese è data al 9,4% con la Sinistra radicale (+2,9%) e il partito dei Rossi-Verdi al 6,2%. Il Movimento Popolare contro l’Ue otterrebbe il 4,10%, dimezzando il risultato ottenuto cinque anni fa (8,10%).

Finlandia
In Finlandia, secondo gli exit poll, i conservatori del National Coalition Party sono in testa con il 20,9%, seguiti dai socialdemocratici al 16,7 (che perdono così il primato ad appena un mese dalle elezioni politiche), dai Verdi al 14,4 e dal Partito di Centro. Indietro i Veri Finlandesi alleati della Lega di Matteo Salvini, che sono al 13,1%: in calo di 4 punti rispetto alle elezioni politiche di aprile che li avevano consacrati come secondo partito.

Croazia
In Croazia le prime stime danno in vantaggio i conservatori del primo ministro Andrej Plenkovic con il 23,4 per cento dei voti, che varrebbero quattro europarlamentari che si uniranno al gruppo del Ppe. Al secondo posto, secondo le emittenti croate, vengono dati i socialdemocratici con il 18 per cento delle preferenze che esprimerebbero tre eurodeputati. Avrebbero superato la soglia del cinque per cento necessaria a ottenere seggi altre cinque formazioni politiche, due delle quali di destra estrema. Tra queste cinque anche Muro umano (Zivi zid), alleati di M5s. Queste liste sono solamente uno o due punti sopra il cinque per cento ed è pertanto necessario attendere i risultati ufficiali per conoscere la distribuzione dei mandati.

Bulgaria
In Bulgaria, stando ai primi exit poll, risulta in testa il partito conservatore Gerb del premier Boyko Borissov. L’agenzia Gallup International gli assegna il 30,5% dei voti e sei seggi dei 17 spettanti alla Bulgaria al Parlamento europeo. Seguono il partito socialista all’opposizione, con il 25,4% e cinque seggi, e il partito della minoranza turca, Dps, con il 12,8% e tre seggi. Al quarto posto, con l’8% dei voti, si piazzerebbe il partito nazionalista Vmro con 2 seggi. La coalizione di centrodestra Bulgaria democratica raccoglierebbe, a sorpresa, il 6,5% dei voti superando lo sbarramento del 5,88% e ottenendo un seggio. L’affluenza alle urne, secondo le prime indicazioni, è stata bassa, poco più del 30% (alle politiche si attesta solitamente fra il 50 e il 60%).

Irlanda
In Irlanda il Finn Gail (Ppe, europeista) del premier Leo Varadkar si conferma primo partito, secondo le proiezioni aggiornate di queste ore, con un 29% di voti e una previsione di 4 seggi. Restano al palo gli storici rivali del Fianna Fail (Alde) che nelle parallele elezioni locali sono testa a testa con il partito governo, ma alle Europee rischiano di cedere persino il secondo posto ai Verdi, che volano dall’1,6 al 15%: per di più con 2 seggi probabili (contro solo uno del Fianna Fail) grazie alla concentrazione dei loro consensi in una delle tre circoscrizioni nazionali del Paese, quella di Dublino. Altri due seggi dovrebbero andare allo Sinn Fein (sinistra nazionalista), pur in calo dal 15 al 13%, e due a indipendenti di sinistra (tutti e 4 destinati al gruppo europeo Gue/Ngl). Nessuna forza euroscettica di rilievo era in corsa nel Paese, dove l’affluenza resta attorno al 50%. In totale l’Irlanda elegge 13 deputati, due quali congelati fino a che il Regno Unito non concederà la sua quota ratificando la Brexit.

Malta
A Malta si conferma la netta vittoria del partito laburista del premier Joseph Muscat, al 55%, secondo le stime delle 18. I centristi del partito nazionalista seguono al 37%. Nell’arcipelago si è votato ieri.

Cipro
A Cipro vince il partito conservatore e membro del Ppe Disy, col 31,8% dei voti, conquistando 2 dei 6 seggi che spettano al Paese nell’emiciclo europeo. Emerge dalle prime stime ufficiali del Parlamento europeo. In crescita anche il partito di estrema destra Elam, che raggiunge l’8,8%, mentre nel 2014 aveva ottenuto il 2,69%. Tiene la formazione di sinistra Akel membro del gruppo europeo Gue/Ngl col 26%, conquistando a sua volta due seggi. I centristi di Diko e il movimento dei social democratici Edek, entrambi della famiglia dello S&D, ottengono rispettivamente l’11,9% e il 9,8% l’altro, entrambi in crescita rispetto al 2014.

Romania
In Romania i primi exit poll danno testa a testa il partito socialdemocratico al governo (Psd) e il principale partito di opposizione, il Pnl (Partito nazionale liberale): entrambi si attestano, secondo i primi dati, al 25,8%. Ottimo risultato che va anche oltre le aspettative per la neoformazione (anch’essa di opposizione) dell’Usr (Unione Salvati Romania, una sorta di Movimento 5 stelle romeno), che secondo i primi exit poll della Curs-Avangarde, sfiorano il 24% delle preferenze. Molto più indietro le altre formazioni e crollo dell’Alde che, almeno per il momento, non ha toccato neppure il 5% delle preferenze. L’affluenza era del 46,34% un’ora prima della chiusura dei seggi alle 21 locali (20 italiane), oltre 20 punti in più rispetto alle Europee del 2014, quando l’affluenza finale fu del 25,5%. Anche il referendum su giustizia e anticorruzione, svoltosi in contemporanea al voto europeo, è risultato valido, avendo registrato un’affluenza di circa il 40%, molto al di sopra del quorum minimo del 30% previsto dalla legge.

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Inter e Atalanta in Champions, Milan in Europa League, Genoa salvo, Empoli in B: gli ultimi verdetti della Serie A

di F. Q.

Inter e Atalanta in Champions League, Milan in Europa League, Fiorentina e Genoa salve, Empoli retrocesso. L’ultima giornata di Serie A ha emesso i suoi verdetti, regalando quelle emozioni che, almeno per quanto riguarda la lotta al titolo e al secondo posto, sono mancate durante durante tutta la stagione. Basti pensare che alla fine del primo tempo l’Inter era fuori dalla Coppa più prestigiosa, con il Milan (vittorioso in quel di Ferrara) a sognare al pari dell’Empoli, salvo in virtù del pareggio momentaneo di San Siro che avrebbe mandato agli inferi il Genoa (0-0 all’insegna della paura a Firenze). Con il passare dei minuti, però, sono arrivati altri gol: il pareggio della Spal, il vantaggio dell’Atalanta e, soprattutto, la girandola di gol di San Siro: vantaggio Inter, pareggio toscano, rete determinante di Nainggolan. Che pesa doppio: perché di fatto ha fatto balzare i nerazzurri al quarto posto, condannando l’Empoli alla retrocessione.

Squadra gagliarda quella toscana, che ha lottato fino alla fine, ha resistito agli attacchi dei padroni di casa (Icardi ha fallito il rigore del 2-0), ha sfiorato il pareggio, ma alla fine ha dovuto arrendersi alla superiorità degli uomini di Spalletti. Al triplice fischio, nonostante la girandola di emozioni (e il nuovo, definitivo vantaggio del Milan), i verdetti finali sono stati quelli più logici. E così dopo l’estate nerazzurri e bergamaschi saranno impegnati in Champions: se per i milanesi è il risultato minimo di una stagione comunque con troppe ombre, per gli uomini di Gasperini si tratta di un vero miracolo sportivo: mai prima d’ora gli orobici avevano raggiunto un risultato di tale prestigio. Delusione enorme, invece, in casa Milan, che al pari della Roma dovrà ripartire dall’Europa League, nonostante il 2-3 di Ferrara. Ciò che è certo alla vigilia di un calciomercato che si preannuncia più agitato del solito, è che le squadre che affronteranno il prossimo campionato saranno molto diverse da quelle viste in campo oggi. In panchina sarà rivoluzione vera: Allegri ha lasciato la Juventus, Conte è in procinto di prendere il posto di Allegri, tutto da verificare il futuro di Gattuso sulla panchina del Milan, mentre Ranieri ha già confermato che non resterà a Roma. E così, a meno di strategie cambiate in corsa, delle prime sei squadre della classifica solo Napoli e Atalanta avranno le stesse guide tecniche, con Ancelotti e Gasperini. Grande curiosità anche per quanto riguarda la Fiorentina, specie se sarà confermato l’arrivo della nuova proprietà americana, che giocoforza darà nuovi stimoli dopo un’annata nerissima.

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