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Ieri — 21 Genuaio 2018Il Fatto Quotidiano

Elezioni, D’Alema: “Non criminalizzo M5s. Più grave deriva neofascista della Lega”. Salvini: “Beve tanto vino”

di F. Q.

Il Movimento 5 stelle? “La deriva neofascista della Lega è molto più preoccupante“. Parola di Massimo D’Alema, il leader di Liberi e Uguali che intervistato da Lucia Annunzia a In Mezz’ora con un sola frase riesce ad aprire ai pentastellati e a dare del fascista a Matteo Salvini. “Noi abbiamo delle discriminanti programmatiche e su questa base giudicheremo le forze politiche. Non partecipo alla criminalizzazione del M5s, primo perché non criminalizzo nessuno, secondo perché la deriva neofascista delle Lega è molto più preoccupante dei 5 Stelle”, ha detto l’ex presidente del consiglio. Scatenando la replica del leader del Carroccio.  “D’Alema è preoccupato per la deriva neofascista della Lega. Oltre a produrre vino, forse ne beve tanto. A casa queste mummie che hanno distrutto l’Italia”, sono le parole di Salvini.

Su un’ipotetica intesta tra Liberi e Uguali e i pentastellati, D’Alema ha poi aggiunto: “Quando ho fatto la mia proposta sul governo del presidente, l’ho fatta anche per tagliare la strada a tutto questo dibattito sterile sulle alleanze. Riconosco le ragioni di chi li vota ma è chiaro che noi a quegli elettori vogliamo offrire un’alternativa”. Sui rapporti col Pd, invece, l’ex segretario dei Ds ha ripetuto che “il ragionamento secondo cui noi sottraiamo voti al Pd non ha nessun fondamento. Un pezzo dell’elettorale di centrosinistra, piuttosto che votare Pd preferisce non andare a votare e noi vogliamo riportare in campo quegli elettori . Non siamo noi quelli che hanno diviso, perché quel popolo era già stato diviso. L’ossessione del Pd con cui si è aperta questa campagna elettorale non è ‘battiamo la destrà ma ‘schiacciamo Liberi e Ugualì”.

L’ex premier, però, non si è detto contento “del fatto che in Lombardia non si sia trovato un modo per fare un accordo. Ma nel Lazio Zingaretti e il suo programma con un’attenzione alla sinistra hanno facilitato un’intesa che in Lombardia i nostri militanti lombardi non hanno ritenuto possibile. Tra l’altro la candidatura di Gori è stata imposta, senza le primarie e ha creato un clima non positivo”. Quindi D’Alema ha commentato l’ipotesi di un “governo Gentiloni dopo Gentiloni. Dipenderà dagli italiani, dal risultato elettorale. Se il Pd vince le elezioni sarà Matteo Renzi a guidare il governo, ma c’è un pò di confusione dentro quel partito. In ogni caso la devono sciogliere loro”. E sulla sua candidatura in Puglia, regione governata da Michele Emiliano, il leader di Leu ha spiegato: “Noi lo sosteniamo e soprattutto io non torno nel Salento per far la guerra contro qualcuno. Vorrei fare una campagna elettorale serena. Gli anni passano e uno matura…”.

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Cassino, 14enne scrive nel tema: “Sono stata stuprata da papà”. Gip: “Confidenze attendibili e agghiaccianti”

di F. Q.

La traccia del tema di italiano diceva “Scrivi una lettera a tua madre confessandole ciò che non hai il coraggio di dirle”. E una ragazza, 14 anni, ha scritto: “Sono stata stuprata da papà, la prima volta fu in un giorno in cui non mi sentivo molto bene e non sono andata a scuola”. Dopo che il fatto, avvenuto a Cassino, provincia di Frosinone, era stato riportato da alcuni quotidiani, è arrivata la conferma del Gip: il padre è stato indagato per violenza sessuale nei confronti della figlia. I gravi indizi di colpevolezza, ha spiegato il magistrato, emergono “con evidenza dalle parole scritte e dalle confidenze fatte” dalla minore all’insegnante e ai suoi familiari e non ci sono motivi “per dubitare sull’attendibilità delle agghiaccianti confidenze“.

Dopo aver raccontato nel tema delle violenze subite dal padre “ogni volta che rimanevamo io e lui soli“, la giovane ha confermato tutto alla sua professoresse. La madre della minorenne, dopo essere stata convocata dal dirigente scolastico, è andata al commissariato di polizia di Cassino, dove ha presentato denuncia. La donna aveva definito il rapporto con il marito “normale e sereno“, con qualche discussione per motivi economici o per l’uso eccessivo di sostanze alcoliche, mai sfociate però in comportamenti violenti. Ma aveva anche raccontato di un episodio simile accaduto alla sua seconda figlia, ora 28enne, precisando “che in quell’occasione il marito le aveva promesso che non si sarebbero più verificati fatti analoghi”.

Per il Gip la testimonianza della 14enne è “avvalorata dalle dichiarazioni dei familiari e dalla modalità con cui la ragazza ha deciso di esternare l’accaduto”. Nei confronti del padre è stato disposto l’allontanamento da casa. Ora si trova in un paesino a 20 chilometri da Cassino ed è controllato con il braccialetto elettronico. Il comportamento dell’indagato, si legge nell’ordinanza, “mostra un’indole subdola e manipolatrice, con scarsa capacità di controllo dei propri istinti sessuali”. Per il magistrato, inoltre, “le modalità della condotte” e “il contesto familiare in cui sono state poste in essere” fanno propendere “sicuramente per la sussistenza dell’attualità e del pericolo di reiterazione di condotte analoghe o diverse”.

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Augusta, gli grida: “Sei gay, ti comporti come una femmina”. Poi lo aggredisce: ragazzo perde l’uso di un occhio

di F. Q.

Prima lo ha preso in giro accusandolo di “comportarsi come una femmina“, poi lo ha aggredito con calci e pugni gridandogli “sei gay“. Un 22enne è stato arrestato dai carabinieri per aver picchiato un coetaneo sabato sera in pieno centro ad Augusta, in provincia di Siracusa. La vittima dell’aggressione è stata trasportata all’ospedale Umberto I di Siracusa, dove è ancora ricoverata in prognosi riservata. Il giovane è stato sottoposto ad un lungo e delicato intervento chirurgico oculistico ma ha perso l’uso di un occhio.

L’aggressore si trova ora in carcere di Siracusa con l’accusa di lesioni personali gravissime. I militari indagano ora per ricostruire se il giovane si è reso protagonista in passato di altri episodi di omofobia odi bullismo nei confronti di ragazzi che non hanno mai denunciato. Secondo quanto accertato finora dalle indagini, il 22enne, mentre era a bordo della sua auto con un amico, ha notato una comitiva di ragazzi che chiacchieravano in una piazza del centro. È sceso dalla macchina e, senza alcun motivo apparente, ha cominciato a deridere uno di loro. Poi ha spostato le sue attenzioni anche sul ventenne. Dopo schiaffetti al volto e frasi di scherno, ha colpito lo studente con violentissimi pugni al volto. L’aggressore è stato poi rintracciato nella stessa piazza in cui era avvenuto il pestaggio e arrestato.

“Lo ha aggredito a calci e pugni perché gay – dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center e responsabile del numero verde Gay help line -. Quanto accaduto è purtroppo solo uno dei tanti casi che rileviamo con il nostro numero verde, oltre 20mila episodi ogni anno in tutta Italia. Facciamo appello al Governo perché servono subito azioni concrete contro l’omofobia“.

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M5s, Di Maio chiude la tre giorni di Pescara tra programma e candidati esterni. E lancia lo slogan della campagna

di Manolo Lanaro

“Siamo la prima forza politica del Paese e il primo movimento d’Europa, cambieremo tutto. Gli altri partiti hanno paura di noi e fanno bene ad avere paura”. Così Luigi Di Maio chiude la tre giorni del ‘Villaggio Rousseau’ a Pescara dove è stato presentato il programma di governo del M5s (rivedi l’integrale della diretta VIDEO). “Ci siamo noi e ci sono tutti gli altri che ci attaccano tutti i giorni, saranno mesi impegnativi ed ognuno di voi è chiamato a dare il massimo”, è il saluto Di Maio alla folta platea, lanciando lo slogan della campagna elettorale pentastellata ‘partecipa, scegli, cambia

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Vulcano, isola della Papua Nuova Guinea in eruzione. Migliaia di evacuati e rischio tsunami, le immagini

di F. Q.

Voli cancellati e migliaia di persone evacuate dalle isole intorno a Kadovar, vicino alla costa settentrionale di Papua Nuova Guinea, per l’eruzione dell’isola vulcanica che ha oscurato il cielo con vapore e cenere. Anche le imbarcazioni in navigazione in quell’area del Pacifico meridionale hanno ricevuto l’indicazione di tenersi lontane dall’isola. Kadovar, la sommità sommersa di un vulcano, ha iniziato a eruttare il 5 gennaio e gli esperti hanno già avvertito che l’attività sismica causa dell’eruzione potrebbe preludere in tempi brevi a un fenomeno molto più importante e grave. Il premier Peter O’Neill ha fatto sapere che sono state stanziate risorse per sostenere l’evacuazione e ha avvertito le comunità costiere del nord di rimanere in allerta per possibili tsunami. Kadovar è al largo della costa settentrionale della Nuova Guinea, l’isola maggiore dove si trova la capitale Port Moresby. Tutto l’arcipelago si trova sull’Anello di fuoco, una faglia sismica che circonda le isole del Pacifico provocando frequenti terremoti ed eruzioni

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Turchia, nuova offensiva contro le milizie curde in Siria. Erdogan: “Schiacceremo chiunque si oppone”. Il timore degli Usa

di F. Q.

La Turchia ha lanciato un’offensiva terrestre e aerea contro la milizia curda Unità di Protezione Popolare (Ypg) nel nord della Siria, in un’operazione guardata con timore da Washington, alleata ai curdi nella lotta all’Isis. Denominata “Ramo d’olivo“, la missione è stata annunciata dall’esercito di Ankara, che ha detto sarà condotta “nel rispetto dell’integrità territoriale siriana”. L’obiettivo della Turchia è colpire quella che vede come l’incarnazione siriana degli autonomisti curdi del Pkk, ma “anche l’Isis“, stando alle parole che arrivano dal presidente Recep Tayyp Erdogan. Una decisione che ha sollevato polemiche, dal momento che obiettivi legati ai jihadisti in quell’area non ce ne sono.

I bombardamenti si concentrano su Afrin, la città nel nord-ovest della Siria controllata dal 2012 dagli uomini delle Ypg, le milizie legate al partito curdo Pyd e sostenute dagli Usa. Al momento si ha notizia di sette civili e tre combattenti curdi morti nei raid turchi. Erdogan ha avvertito i curdi in Turchia di non scendere in piazza per protestare contro le operazioni militari in corso: coloro che risponderanno agli appelli dei leader che invitano a manifestare “pagheranno un prezzo alto“, ha ammonito il presidente turco. “È una lotta nazionale. Schiacceremo chiunque si oppone alla nostra lotta nazionale”, ha scandito. Erdogan sostiene che Afrin sia un’area a maggioranza araba e che la Turchia è determinata a riportarla sotto la giusta sovranità. “Più tardi, ripuliremo il nostro Paese fino alla frontiera irachena da questa barriera di terrore che tenta di assediarci”, ha concluso.

Afrin è in mano alle forze curde Ypg, milizia considerata da Ankara un’organizzazione terrorista, ma alleata degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato islamico. La Turchia accusa l’Ypg di essere un ramo siriano del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), che da oltre trent’anni nel sud-est turco combatte il potere centrale ed è considerato da Ankara e dai suoi alleati come un’organizzazione terroristica. L’Ypg è stata anche un alleato imprescindibile per gli Usa, partner della Turchia nella Nato, nella lotta contro l’Isis.

La milizia curda ha avuto un ruolo chiave nella cacciata dei jihadisti da tutti i loro principali feudi in Siria. La Russia si è definita “preoccupata” dall’offensiva e ha chiesto “moderazione”, mentre il ministro degli Esteri siriano Fayçal Mekdad giovedì aveva detto che l’aviazione di Damasco abbatterà qualsiasi velivolo militare turco entri nel suo spazio aereo. La Turchia ha fatto sapere di aver informato Damasco dell’offensiva, “secondo la legge internazionale“, ma il regime del presidente Bashar Assad ha smentito e “condannato con forza la brutale aggressione turca su Afrin”, tramite l’agenzia di stampa Sana.

Gli analisti ritengono che nessuna vasta offensiva militare possa essere lanciata in Siria senza la luce verde della Russia, presente militarmente nella regione e in buona relazione con le milizie Ypg. Il capo dell’esercito turco, il generale Hulusi Akar, e quello dei servizi segreti, Hakan Fridan, sono stati giovedì a Mosca per colloqui. E sabato il ministero della Difesa russo ha annunciato che i militari russi dispiegati nella zona di Afrin sono stati trasferiti altrove, per “impedire eventuali provocazioni” o minacce contro di loro. “Noi non pensiamo che una operazione militare vada nel senso della stabilità regionale, della Siria, della pacificazione dei timori della Turchia per la sicurezza della frontiera”, ha avvertito venerdì un alto responsabile del dipartimento di Stato americano.

I colloqui tra Russia e Usa – E ore dopo l’inizio dell’offensiva Mosca ha fatto sapere che il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha discusso la questione con l’omologo americano, Rex Tillerson. Erdogan ha definito la zona della frontiera irachena, dove l’Ypg ha preso controllo di vaste zone, “corridoio del terrore“. Giorni fa aveva reagito duramente all’annuncio di un piano per costituire una forza di 30mila unità, provenienti in parte dall’Ypg, sotto l’egida Onu per proteggere la frontiera nord della Siria, parlando di “armata del terrore“. Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, aveva risposto che “la totalità della situazione è stata mal riferita”, ammettendo di “dovere delle spiegazioni alla Turchia”.

Anche la Francia è intervenuta sulla questione: “Questi combattimenti devono essere fermati”, potrebbero “allontanare le forze combattenti curde, che sono al fianco della coalizione antiterrorismo” ha dichiarato la ministra francese della Difesa, Florence Parly. La Francia ha chiesto alla Turchia di mettere fine all’offensiva contro i curdi siriani perché essa potrebbe nuocere alla lotta contro i terroristi dello Stato islamico.

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